19/10/20

L’Intervista | La voce dei consumatori: parla Fabrizio Premuti

D: Si è parlato di eccezionalità e unicità di questo Accordo Dati. Qual è la sua opinione? R: Per la prima volta nel mondo assicurativo un terzo estraneo ha preso parte al tavolo tra agenti e mandante mentre negoziavano un Accordo diretto tra loro. Che poi, io ho definito noi di Konsumer “esterni”, ma di fatto lo siamo fino a un certo punto: i dati di cui si parla sono quelli dei clienti-consumatori, dati che questo Accordo ribadisce essere unicamente di proprietà dei consumatori stessi. Ciò che è stato oggetto di regolamentazione, infatti, è il loro trattamento da parte di agenti e compagnia, non la proprietà. A mio avviso, la grande novità di questo Accordo è aver dato risalto al concetto di fiducia: gli agenti possiedono i dati dei clienti per via di un rapporto fiduciario che si instaura con loro, mentre la compagnia, che è il fornitore del prodotto e che non ha un contatto diretto col consumatore, non è detto che goda della sua fiducia,. La fiducia, infatti, viene conferita dal cliente a chi gli ha spiegato quale fossero le condizioni del contratto, rendendolo consapevole della protezione che stava acquistando. La firma di questo accordo, inoltre, soddisfa sia la tutela dei dati dei clienti, sia il rapporto che si instaura tra questi e l’intermediario, la cui centralità viene sicuramente rafforzata. Nonostante la digitalizzazione, la figura dell’agente rimarrà sempre il perno intorno al quale ruota il rapporto con il cliente-contraente. Ed infatti il GAZ è autentico precursore dei rapporti tra questi due attori: oggi il consumatore sa che con Agenzia Amica può godere di una tutela a 360° e trovare risposte sia a problemi assicurativi che di natura consumeristica. D: La durata dell’accordo è indeterminata. Secondo alcuni critici, ed in particolare i sindacati Sna e Anapa, questa previsione potrebbe avere potenziali effetti negativi o distorsivi sul mandato degli agenti. Ne intravede anche lei?   Mi pare vero, invece, l’esatto contrario. La previsione di una durata potenzialmente indeterminata rappresenta un’importante forma di tutela sia per i consumatori che per gli Agenti che intendano sottoscrivere il Protocollo. Dal lato del consumatore, poiché saprà cosa ne sarà dei suoi dati a prescindere dalla scadenza di un accordo sulla loro gestione, peraltro siglato da terzi. Dal lato degli agenti per motivazioni legate alle procedure di raccolta e conservazione. La corretta gestione dei dati personali, come sappiamo, necessita di uno sforzo non indifferente (economico e produttivo) per la predisposizione di una valida struttura privacy (sia in termini di costi IT che di consulenti esterni). Dunque, affrancare la validità sine die di procedure e strumenti acquisiti, fornisce agli agenti un solido contributo in termini di routinizzazione del processo di raccolta e conservazione dei dati stessi, non soggetto a modifiche repentine. A ciò si aggiunga, poi, che le parti del Protocollo hanno - di comune accordo - stabilito di avviare, decorsi tre anni dalla sottoscrizione del medesimo, un tavolo di confronto per valutare l’opportunità di eventuali modifiche e/o integrazioni allo stesso. D: Come mai è stato inoltrato un esposto a Ivass e al Garante Privacy per accordi similari siglati da altri Gruppi Agenti?   R: Noi sappiamo benissimo che la firma di questo Accordo Dati non è stata una mera formalità. Noi eravamo gomito a gomito col GAZ mentre si negoziava e sappiamo benissimo che il principio che animava il Gruppo era quello di tutelare l’oro nero del presente, ovvero i dati personali e dunque i propri clienti. E’ di pubblico dominio, ormai, che i dati siano oggetto di mercimonio da più parti, pertanto Konsumer insieme ad una cordata di associazioni di consumatori, ha pensato di inoltrare un esposto cautelativo al Garante e a Ivass affinchè prendessero visione degli accordi similari siglati da altri gruppi agenti per verificare la loro conformità ai dettati normativi. Questione a tutt’oggi aperta.   D: Dunque a suo avviso l’Accordo Dati Zurich è un buon Accordo?   R: Il fatto che l’Accordo abbia “scontentato” diversi attori è forse il segno di quanto sia innovativo per gli Agenti. Comprendo le perplessità di Gruppi tradizionalmente “legati” alla mandante (e che subiscono il relativo peso specifico), ma nel caso, invece, di Gruppi liberi da certi lacci e lacciuoli, la tutela del patrimonio agenziale (i.e. i Dati dei Clienti) passa attraverso dei (buoni) compromessi. È innegabile che in ogni negoziazione vi siano delle reciproche concessioni. Tuttavia, ancora una buona volta, si rammenta come gli Agenti del GAZ - che nel tempo hanno investito personalmente in propri strumenti IT adeguati - possono dichiararsi autonomi Titolari del trattamento dei Dati dei Clienti (in tal modo resteranno liberi di utilizzare quei Dati come meglio credono, in linea, quello sì, con i dettami del GDPR). Meno ovvio, ma altrettanto consigliabile per tali Agenti, è quello di avviare una vera privacy policy affidandosi a validi professionisti del settore, senza lasciarsi andare alla convinzione che l’adeguamento privacy sia un mero adempimento burocratico. Questo lo lasciamo ai venditori di carte e “certificati”.    
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