03/08/22

Operazione GamaLife, a che punto siamo?

Cari Colleghi,

 

mi è stato assegnato il difficile compito di provare a raccontarvi in poche righe quello che è successo dal 3 di Gennaio dell’anno in corso, dopo l’uscita della notizia della cessione di parte del portafoglio vita di Zurich Investments life Spa a GamaLife Seguros, tutt’ora in divenire.

 

Proverò, per quanto possibile, a riassumere e a raccontare questo passaggio, sapendo per fortuna di poterlo fare, condividendo con voi il medesimo sentimento che questa operazione ha agitato in tutti noi.

 

Il ramo vita è soprattutto una questione di fiducia.

 

Non siamo rimasti spiazzati solo perché non eravamo preparati alla notizia, lo siamo stati piuttosto perché abbiamo paura, seppur indirettamente, di tradire la fiducia dei nostri clienti, le persone che da sempre ci affidano con tranquillità i loro risparmi e lo fanno perché si fidano di noi.

 

Questo è il punto di maggior preoccupazione che abbiamo riscontrato in questi mesi, avendo potuto ascoltare tanti colleghi in occasione delle riunioni che si sono tenute sul territorio. Con altri ci siamo confrontati sull’argomento, molto spesso con lunghe telefonate.

 

Dovremmo essere orgogliosi di provare questo sentimento, perché significa che stiamo facendo bene il nostro lavoro, che lo stiamo facendo investiti di quel ruolo socialmente utile, necessario, anzi essenziale, come è stato definito dalle istituzioni del Paese nel recente passato.

 

Entrando nel merito di quanto accaduto, dobbiamo però dirci con franchezza che è il momento di passare dal concetto di verità (perché la verità è “un fatto stabilito” è il concetto dentro il quale possiamo raccontarci che tutto ciò non avrebbe dovuto verificarsi, tutto ciò nessuno se lo sarebbe aspettato, tutto ciò dovremo spiegarlo ad un cliente) al concetto di realtà, che è invece “un fatto esistente” e che dobbiamo affrontare.

 

Come Gruppo Agenti, dopo aver appreso la notizia dagli organi di Stampa quel 3 Gennaio, per cercare di ridurre al minimo l’impatto dell’operazione che abbiamo “subìto”, con senso di responsabilità e appartenenza, ci siamo messi a disposizione dei colleghi e della Compagnia, intesa come Zurich, con l’unico obiettivo di definire nel modo più proficuo possibile tutte quelle situazioni che ci siamo trovati prima a decifrare e poi a dover assimilare.

 

Lo abbiamo fatto anche contribuendo a modificare tutto ciò che è stato e sarà giusto modificare, nel limite delle possibilità che il ruolo in cui ci troviamo ad operare ci consentirà di fare – aggiungo-, senza lasciare nulla al caso.

 

Abbiamo chiesto alla Compagnia un vademecum che ci fornisse almeno in parte le risposte alle tante giuste e doverose domande che ci siamo posti.

 

Abbiamo chiesto e ottenuto di conoscere quali fossero singolarmente i clienti impattati dall’operazione attraverso l’invio di intere liste di nominativi.

 

Abbiamo chiesto di conoscere quali fossero le polizze e i relativi capitali oggetto della cessione, per meglio comprendere la reale portata economica che sarebbe ricaduta sulle nostre realtà agenziali, azione propedeutica alla gestione, nel prossimo futuro, del portafoglio clienti nel miglior modo possibile.

 

Ci siamo avvalsi del parere di professionisti con le necessarie competenze per supportarci nell’analizzare tutti gli impatti dell’operazione, a partire dalla sottoscrizione di un mandato che porta con sé un primo elemento di novità da interpretare rispetto al passato, perché sarà un mandato a gestire e non a sviluppare.

 

Abbiamo condiviso, anche con i Sindacati, la necessità di ottenerne uno che fosse nel pieno rispetto di quanto previsto dall’Accordo Nazionale Agenti vigente, condizione che pare forse scontata ai più distratti, ma che se così fosse stato, non ci avrebbe visto impegnati anche in tal senso.

 

La previdenza complementare, che sarà la vera partita di responsabilità da giocare, ci vede già impegnati anche sul fronte della creazione del nuovo prodotto.

 

È recentemente uscita la lettera del Presidente di Gruppo sull’argomento per aggiornarvi sullo stato dell’arte dei lavori.

 

Vista anche la strategica rilevanza che avrà in futuro per il nostro business vita il nuovo prodotto previdenziale, non può esser argomento di secondo piano ed è adeguatamente attenzionato dalla preposta commissione con il supporto dell’intero Consiglio Direttivo.

 

La previdenza complementare è, oltretutto, quella parte di portafoglio che ci vedrà maggiormente impegnati, tanto dal punto di vista operativo per la sua implicita ricaduta di lungo termine, quanto in prima linea nel mantenere la relazione fiduciaria con i nostri clienti.

 

Nel nostro Paese, che all’interno della sua costituzione prevede anche la tutela del risparmio dei cittadini, hanno certamente un ruolo le Authorities preposte a tale scopo: Ivass naturalmente e per la previdenza complementare anche la Covip.

 

In particolare, sull’argomento avremmo molto altro da dire, ma se le istituzioni avalleranno questa operazione, non potremo fare altro che accettare ciò che non possiamo determinare ulteriormente, pur non approvandolo.

 

Attraverso le commissioni tecniche dedicate life, Informatica e operations stiamo ingaggiando la Compagnia su temi operativi che non saranno meno importati.

 

Vorrei concludere condividendo con tutti voi il pensiero che, il successo o l’insuccesso dell’operazione, non in senso strettamente finanziario, mi riferisco piuttosto al rapporto con i nostri clienti, dipenderà da quanto e come ognuno di noi saprà vivere e interpretare il proprio ruolo nel modo giusto e ancora più dall’atteggiamento che sapremo metter in campo per trasformare in opportunità ciò che oggi parrebbe vestito di altra forma.

 

“La verità può essere sfidata, la Realtà ti costringe alle sfide"

 

Fabio Vetrugno                  
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